La MIA carb cycling.

Ok, è giunto il momento di tirare un po’ le somme e capire cosa sto facendo.

Da settembre circa ho iniziato una leggera reverse che mi ha portato dalle 1700 calorie “estive” alle attuali 2150, con un incremento dei fat di circa 10 gr e un aumento di carbo dai 200 ai 260 gr (carbo più, carbo meno).

Per un periodo ho aumentato anche la quota di proteine arrivando a più di 2 gr per chilo corporeo, questa cosa però su di me ha avuto il devastante effetto di farmi “spanzare” (sempre per quanto possa spanzare una secca come me), perciò sono tornata alla quota abituale praticamente subito.

Fin qui tutto ben…no, in realtà no.

È accaduto che ho sì messo su un po’ di muscoletto (nel frattempo attendo i dati della bia per capirci qualcosa in più) ma continuavo comunque a vedermi leggermente morbida nella zona addominale. Da un po’, oltretutto, mi balenava l’idea di approdare ad una carb cycling e così ci ho provato, che alla fine tentar non nuoce.
Si può sempre tornare alle vecchie strategie o tentarne di nuove, ricordate che rimanere ancorati alle proprie abitudini non sempre è funzionale.

Insomma, dati alla mano, foglietto bianco, due calcoletti e ho tirato fuori una ciclizzazione dei carboidrati (molto leggera a dir la verità).
Come ho fatto? L’idea di base è stata questa: ho preso il totale delle mie calorie giornaliere (non andando minimamente ad intaccare l’introito settimanale totale) ed ho adattato la carb cycling ai miei allenamenti, tenendomi un 25% più bassa nei giorni di non allenamento ed un 25% più alta nei giorni di allenamento più pesante (che per me corrispondono al legs day e al workout di crossfit), nei restanti due giorni di allenamento ho invece lasciato tutto invariato.
Partiamo dal presupposto che di solito in un’alimentazione così impostata la quota proteica rimane stabile mentre carboidrati e grassi sono inversamente proporzionali (all’abbassarsi degli uni salgono gli altri e viceversa).

Mi preme oltretutto dire che io non conto le verdure, le quali quindi non rientrano nel calcolo dei miei carboidrati quotidiani.
Di nessun tipo o genere.
La mia alimentazione in iifym è assolutamente flessibile, cerco di mangiare pulito ma non ho la voglia, l’età, le motivazioni adatte (leggasi gara da preparare) e soprattutto non vedo il motivo per poter rendere la mia vita così strettamente limitata al solo cibo, che ritengo sì importante per il mio percorso ma non la mia unica fonte e ragione di vita.
Poi, voglio dire, basta un po’ di logica: so perfettamente di poter “esagerare” un po’ di più con i finocchi e meno con la zucca, più con i broccoli e meno con le carote.
Imparare a ragionare ad intuito e con consapevolezza di macro e micronutrienti è elemento imprescindibile e fondamentale, non solo nel momento attuale, nel qui ed ora di questa nostra vita fit, ma anche, e soprattutto, per il nostro futuro, per il nostro benessere quotidiano e per eventuali figli a carico a cui, spero, insegneremo cosa vuol dire mangiare bene nel rispetto del nostro corpo e dell’ambiente circostante.

Aggiungo anche che non mi privo (assolutamente!) dei seguenti alimenti: cioccolato fondente, frutta secca, semi oleosi, miele, latticini. Tipo che levatemi questi e inizio a prendere a morsi la gente, molto in stile cannibalismo.

Adesso, nel momento in cui mi accingo a scrivervi, sarà più o meno un mese e mezzo o due che porto avanti questa strategia alimentare e, vuoi perché probabilmente sono una donnina estremamente suggestionabile, vuoi perché vengo anche da quasi due settimane di cibo ultra pulito, ma mi vedo decisamente più sgonfia nella zona addominale.
Ho detto sgonfia eh, mica che mi è improvvisamente comparso il six pack.
Per quello attendiamo tempi più favorevoli, tipo la mia seconda vita o anche la terza.

In definitiva, credo che la carb cycling funzioni. Magari più nella mia testa che effettivamente sul mio corpo ma questo ha poca importanza. L’importante è stare bene con se stessi.

Adesso diamo il via al passaggio successivo, rendiamo questa carb cycling più tosta e svincoliamola dagli allenamenti: quattro giorni di scarico carbo pesante e tre giorni di ricarica.
Funzionerà? Vedremo.

 

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