LA PASTIERA NAPOLETANA [fatta a Roma, in chiave FIT, da ‘na Salentina]

Questo fatto che devo lavorare a Pasqua scatena in me tutta una serie di emozioni contrastanti: sono felice di non dovermi preoccupare di cosa fare quel giorno (ed il giorno successivo); mi levo il pensiero di quelle poche ore di lavoro e via il dente via il dolore; mi fa mancare la casa, la famiglia, il cane, il tappeto della cucina ed il divano dell’abbiocco in una maniera che non saprei nemmeno spiegare; mi innervosisce perché, di fatto, la mia palestra chiude; combacia col giorno di ricarica.

Combacia col giorno di ricarica. Volete forse dirmi che questa non è un’emozione né un sentimento?!? Provate a fare quattro giorni in low carb e poi ve lo dico io se non v’emoziona, altroché.   
Quindi me so’ fatta ‘na pastiera. 
Fit, che la mia coinquilina quando so’ tornata a casa dal lavoro m’ha detto: “Vedi de non sbajarte domani, che sotto ce sta quella vera.”
Avrei voluto dirle che “quella vera” non la desideravo nemmeno per sbaglio ma ho accennato un sorriso e mi son messa a preparare la cena.  

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Ore 6.48 di un tiepido 14 aprile. 
Un panda si sveglia e si dirige in cucina, prepara la macchinetta del caffè, mette su il bollitore con l’acqua, attrezza l’angolo foto (leggi: ‘na sedia con una “mappina” bianca adagiata sopra) e scatta. Scatta due foto al volo perché la curiosità si sta impossessando di lei in una maniera talmente forte che a breve ci vorrà un esorcismo. 
Quindi, via…scatta l’assaggio, altro che foto!
Ragà, che ve devo dire?!? 
Io la pastiera non l’ho quasi mai mangiata ma questa MIA pastiera mi è piaciuta talmente tanto che io ho già fatto fuori TRE FETTE. 
Infatti sto implodendo ma questo forse è dovuto allo Skyr, alla fagiotella, alla tisana al finocchio e al caffè americano, mica alle tre fette di torta. 

Ecco, bando alle ciance e vi lascio la ricetta, che forse è più importante e sappiate che, da oggi, amo la pastiera.
 
LA PASTIERA CHE RICARICA

Ingredienti per la frolla:
– 180 gr di farina di farro (+10 gr per la spianatoia);
– un uovo intero;
– 50 gr di albume;
– 20 gr di olio di semi di lino;
– 30 gr di miele di acacia;
– scorza d’arancia;
– un cucchiaino di lievito istantaneo;
Procedimento:
Versate la farina sulla spianatoia, fateci un buco al centro e versateci l’uovo e l’albume, iniziate ad impastare e pian piano aggiungete, nell’ordine, olio, miele, scorse d’arancia e lievito. Continuate a lavorare l’impasto fino ad ottenere un panetto omogeneo che chiuderete con un poco di pellicola e lascerete riposare in frigo per un’ora. Trascorso questo tempo stendete l’impasto sulla spianatoia (precedentemente infarinata) e formate un disco e adagiatelo in una teglia rivestita di carta forno (a me è venuta fuori una torta delle dimensioni di circa 19 cm di diametro per 4,5 cm di altezza), avendo cura di lasciare da parte un po’ di impasto per la decorazione della parte superiore.
Nel frattempo preparate la crema.

Ingredienti per la crema:
– 150 gr di grano precotto per pastiera;
– 150 ml di latte di soia non zuccherato;
– 30 gr di miele di acacia;
– un uovo;
– 50 gr di albume;
– 100 gr di ricotta fresca classica;
– 100 gr di Skyr (formaggio magro in vendita al Lidl molto simile ad uno yogurt greco 0%, in alternativa potete utilizzare un formaggio magro spalmabile a vostra scelta);
– scorza di mezza arancia e scorza di mezzo limone, tagliate a listarelle (o grattugiate);
– cannella in polvere;
– 50 gr di uvetta sultanina.
Procedimento:
Iniziate versando in un pentolino il latte ed il grano con le listarelle di arancia e limone e lasciando sobbollire il tutto a fuoco lento per circa 10 minuti. Fate raffreddare il composto semi liquido (quasi denso) ottenuto e poi aggiungeteci la ricotta, lo skyr (o altro formaggio magro), il miele, l’uovo, l’albume, scorza d’arancia grattugiata, cannella ed infine l’uvetta.
Versate il composto sulla vostra base di pasta frolla, decorate a vostro piacimento (o con le classiche striscioline) ed infornate a 170° per circa 50 minuti (più cinque minuti a forno spento ma con lo sportello chiuso e altri cinque a forno leggermente aperto, dopodiché potrete estrarla e lasciarla raffreddare prima di farla riposare in frigo tutta la notte).

Ecco, ora fate come me e mangiatene ALMENO tre fette. 

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